
Cos’è successo? L’estate scorsa a Londra sembrava di essere agli albori di qualcosa di grandioso. Le band erano esaltanti e originali e la gente aveva cominciato a inventarsi feste negli squat. Ogni weekend era come una vacanza che avresti voluto non finisse mai. Un anno più tardi, invece, siamo incastrati in un bel cumulo di niente. Il dubstep è diventata la nuova breakcore per amanti delle tisane e del patchouli, i club sono vuoti, le line-up sembrano tutte uguali e le band si sono date alla pigrizia. Va a finire che ti trovi ad ascoltare della merda derivativa tipo i Trash Fashion, roba che ti vien voglia di mangiarti le mani da sola. Fortunatamente, se ti guardi attorno con attenzione, di solito ti puoi aggrappare ad una piccola speranza. Come sempre, la speranza viene da un gruppo di punk che non ha minimamente idea di quello che gli stia succedendo intorno. Come le Mika Miko e i No Age che hanno spaccato il culo a LA grazie ai loro set infuocati al The Smell, band come i Lovvers stanno finalmente ridando un senso all’andare a concerti in Inghilterra. Vedere i Lovvers è un po’ come trovarsi di fronte ai Drive Like Jehu che suonano pezzi dei Pavement con Darby Crash come frontman. Per quanto possa sembrare assurdo, funziona talmente bene che il loro debutto su sette pollici è stato il primo disco ad andare esaurito per l’etichetta the Jonson Family, e i blogger nerd oramai li salutano come la seconda venuta di Cristo.
Continua a leggere "Vice Interviews - Lovvers" »
Non puoi fare dieci passi nell’East End senza trovarti davanti uno stencil ritraente una bambina abbracciata ad un missile Polaris o Ronald McDonald in groppa a un aspirapolvere Dyson. Le strade sono state assaltate da teppisti politicamente impegnati che dipingono i muri dei palazzi e scappano prima che la polizia riesca ad annusare l’odore della loro pittura/rivendicazione.
Continua a leggere "Street art politica" »

Gli assoli di chitarra spaccano. Checché ne dica qualche vecchio signore davanti al suo ultimo bicchiere di vino all’orario di chiusura dell’osteria, gli assoli sono ancora una parte terribilmente importante del guitar rock. Ecco perché le persone salgono ancora con i piedi sul bancone e fanno air guitar quando qualcuno mette un disco dei Maiden nel jukebox. Ecco perché amiamo Marnie Stern. Ha recentemente suonato al Barden’s Boudoir ed è stato come se un gruppo di orsetti del cuore avesse formato una band che suona solo cover dei Van Halen e dei Don Caballero. E poi sembra un bellissimo, delicato folletto. Quindi niente brutti ragazzacci sudati che si agitano con indosso pantaloni così corti che quasi-quasi esce fuori tutto. E’ qualcosa di meraviglioso.
Continua a leggere "Vice Interviews - Marnie Stern" »
Che fine ha fatto il latte? A partire dallo svezzamento, per arrivare a quell’età in cui oltre ai pandistelle non ci sembrava esistesse un’altra merenda degna di nota, il latte è sempre stato essenziale. Ma poi abbiamo sentito dire che probabilmente ci fa male e adesso viene fuori che fa male anche all’ambiente e a un certo punto, il latte ha smesso di interessarci. Ma aspettate! I latticini non devono per forza venire dalla mucca. Infatti, c’è tutta una serie di altre mammelle a cui possiamo attingere per riuscire a rendere il latte meno boh…
Continua a leggere "Lattitudine" »
Ultimi commenti