Vice Interviews - Ale Formenti
Vice: Innanzitutto come va?
Ale Formenti: Ci si sbatte, si lavora, si fa skate...
Mi dicevi che vivi a...
Seregno. La capitale della Brianza!
Ma ti piace Seregno?
No, diciamo che non c'è niente. Per esempio l'altro giorno sono uscito per beccare un mio amico e... hai presente il far west? Il nulla? Se ti mettessi nudo in mezzo alla strada, non ti direbbero un cazzo. Questo perchè non c'è nessuno, figa. Il punto è che non pago l'affitto, lavoro lì dietro e sono comodo.
Quando guardo le tue foto penso che questi paesaggi extraurbani così vuoti, da un certo punto di vista, non siano una cosa del tutto negativa. Quello che voglio dire è che se vivi in un posto così sei più incentivato a fare qualcosa, per lo meno per sopravvivere alla noia.
Senza dubbio. Quello che ti salta in mente è "Ok, qui non c'è niente. Quindi o mi muovo io o muoio", e questo ti spinge ad andare fuori dalle palle, fuori dal tuo spazio vitale quotidiano. Per esempio io nel mio appartamento ci sto solo per dormire, per guardare la tele dopo il lavoro, e poi di solito prendo la macchina e vado farmi un giro.
Per quanto mi ricordo di te, sei uno che fa foto abbastanza costantemente. Qual è il ragionamento o l'impulso che ti spinge a fotografare?
Francamente è semplice. Esco poco, ma m'impongo di portare sempre la macchina fotografica. Tanto so che succederà qualcosa. In qualsiasi posto vada, c'è sempre da fotografare. Quello che fa la differenza sei tu, tu che devi capire quando è il momento, tu che devi vedere la situazione. Può essere una cosa qualsiasi, anche un gatto spiaccicato in mezzo alla strada. Non importa.
Ok. Quindi teentrash è un progetto documentaristico?
No, sono semplicemente dei pezzi della mia vita che vengono raffigurati su carta fotografica. Direi piuttosto che il mio lavoro è più simile a un diario. Non sono interessato a soggetti "eccezionali". L'importante è utilizzare la foto nel modo giusto. La fanzine alla fine è il modo migliore per usare queste immagini. Decido io cosa metterci dentro, non ci sono pressioni esterne. Metto solo quello che voglio io, che è esattamente quello che voglio che la gente veda. Voglio che alla gente piaccia quello che faccio, e non quello che vorrebbe vedere.
Se non sta succedendo niente in un certo momento però vedi per esempio, e sto facendo un esempio del cazzo, un palo della luce storto e con te c'è un amico... tu sei di quelli che dicono "Aggrappati al palo che ti faccio una foto" o semplicemente aspetti che lui lo faccia?
Diciamo che aspetto che lui lo faccia, perchè mi piace molto l'improvvisazione e la naturalezza dei soggetti che fotografo.
Sarebbe decisamente più facile indicare al soggetto cosa voglio da lui. La casualità è una figata.
A proposito di casualità: la fanzine funziona come un insieme o è una questione di foto singole?
Assolutamente no. Cerco di riflettere il più possibile sulla disposizione delle foto. Diciamo che il sito è più "a caso", è più diretto: faccio una foto e il giorno dopo la metto online. Sicuramente si tratta d'immagini "innocue" rispetto a quelle della fanza.
E non hai mai avuto problemi con i soggetti delle tue fotografie?
No, piuttosto sono stato io ad aver avuto pubblicate un paio di foto mie, senza permesso. In genere non chiedo il consenso ai soggetti perchè sono sicuro di averlo. Le uniche foto che non ho mai reso pubbliche, sono quelle fatte a una tipa anni fa. Però se le chiedo il consenso mi ammazza, mi taglia le palle e quindi aspetto che muoia. E poi potrò fare il cazzo che mi pare.
A parte gli amici, con i quali hai una certa intimità, fai anche molte foto alla tua fidanzata.
Fidanzata attuale, fidanzate passate...le fidanzate sono facili da scattare... e allora perchè no?! Tu le dici "Fai questo" e lei ti dice "Sì, va bene".
Tipo: "Togliti la maglietta!"
Esattamente. Questa settimana ho fatto delle foto alla mia morosa nuda con il passamontagna.
INTERVISTA DI TANO SMELL




yooo formenti/fomenti.... yooooooo.... belllllla lì...
Scritto da: faKso | 04/12/07 at 19:03
iiiiiiiiiiiiHHHAAA!!!
Scritto da: parzo | 05/12/07 at 09:30
AVE FORMENTI!
Scritto da: Marcelo | 05/12/07 at 13:55
mongoloide.
Scritto da: olimpia | 07/12/07 at 01:12
e daje...ripijamose!!
Scritto da: mari | 07/12/07 at 23:47
olimpia è una figa!
Scritto da: gigino | 12/12/07 at 23:44
Ale sei il solito skoreggione spara minkiàte!
Scritto da: mendez | 28/01/08 at 17:35
Ale sei il solito skoreggione spara minkiàte!
Scritto da: mendez | 28/01/08 at 17:37
Ale sei il solito skoreggione spara minkiàte!
Scritto da: mendez | 28/01/08 at 17:37
Cronache dal Porno Cess di Hugo Bandannas e Valentina Brie
TOILET STORIES
I centri commerciali sono come stazioni spaziali su pianeti inesplorati.
Fulgide e mistiche oasi per società collassate su agi in avaria.
Ma dovevo pur fermarmi a pisciare da qualche parte...e fermarsi in autostrada non sembrava una buona idea, soprattutto quando si è inseguiti da occhi maniacali su retrovisori di spericolati autisti che hanno indugiato troppo su film come "duel".
Svolto a destra.
Il centro commerciale attira carne umana, come l'irresistibile puzza di Mc Donald’s in un giorno di ferrea dieta a perdere...
E sono già in mezzo al serpentone metallico che infrange il sole su specchietti avidi da poterci tirare coca fino allo sfinimento.
Macchine di sbandati che cercano parcheggio come eroinomani l'ultima dose.
Poi, inaspettato, un miraggio, l'insegna che cercavo, io anima sperduta in una inferno dantesco di segni e segnali condannati all'immobilità permanente, il cesso ora era più importante della fame nel mondo, forse in fondo, l'uomo rimane un essere meschino pronto a svendersi in ogni momento...
...Apro gli occhi al presente, dopo l’ennesima notte viziata e andata.
Sveglia con la voglia di niente, se non di appagare il sintomo di fame.
Arrivo al frigo….Vuoto! Cazzo!
La mente corre veloce verso l’immagine nauseabonda di mandrie stressate nei sabati commerciali.
Addento maniacale un pezzo di pane stantio e mi reco al bagno.
Mi siedo sulla tazza del cesso ghiacciata e ricado in catalessi sensoriale.
Riaffondo nei sogni insipidi di un sonno forzato.
Il corpo mano a mano si rilassa….
Con gli occhi socchiusi cerco il profondo spazio tra i muscoli delle gambe irrigiditi dalla posizione.
L’eccitazione comincia a scaldare le vene, il sangue pompa sempre più forte, mentre il respiro ansima. Continuo a toccarmi, come in trance; lentamente accompagno il movimento con il bacino,
fino ad accelerare freneticamente. Fino a cadere in un torpore surreale.
Orgasmi rubati alla solitudine. Ma sono appagata.
Lavo il piacere dalla mia pelle madida.
Mi vesto, senza badare a cosa metto e mi avvio a quel dannato supermercato...
..."Eccomi in pole position per la fila al cesso. pare che i centri commerciali stimolino la vescica di automi castrati in sembianze di pseudo mariti con lista della spesa trascritta da nervose dita mogliesche che mentre mandano il maritino a fare la spesuccia si fottono il primo che passa a casa loro.
perduto in questo paradiso di lattice ed ovatta, tra sghignazzi di bimbi smarriti come me e mamme che li rincorrono ticchettando per terra con improbabili e mignotteschi tacchi a spillo.
quindi il cesso, il cesso che ho davanti luminescente come un insegna paracula. il cesso per vomitare tutta questa robaccia scaduta e accumulatasi in archetipi junghiani di massa di reclame e inondare di piscio questa umanità dinamicamente morta e sepolta in comparti di latta come scatole per sardine.
La vedo, freme tra gli scaffali, sa di esser notata eppur la sua timidezza farebbe pensare il contrario. Me la assaporo con la vescica stimolata in coda.
lei,un cesso.
un binomio prioritario, la mia legge del momento...
...In macchina, rituali stereotipati.
Telefonino a portata di mano, sigaretta accesa, stereo inserito.
L’ora è quella in cui ci si ritrova imbottigliati in mezzo ad una coda di idioti senza nessuna meta se non la demenzialità.
Insulse e patetiche ombre meccaniche su motori roboanti.
Arrivo.
Dentro aspettano centinaia di scaffali invitanti; ordine studiato a tavolino da scienziati di marketing di bassa lega.
Prodotti sponsorizzati avanti, altezza braccio telecomandato.
In basso, sottomarche sconosciute.
Il tutto avvolto da musica per famiglie.
E dipendenti frustrati che sbuffano al primo apostrofo clientelare.
Dopo aver preso tutto l’inutile da quei scaffali in cui sono esposti cibi pronti già conditi, (quelli che potrebbero essere segnalati come: CIBI PER INCAPACI CULINARI), mi dirigo alla cassa.
Sono fuori.
Alzo gli occhi, incuriosita dall’ombra di un individuo che mi sfiora impercettibilmente.
Sembra disperso. Procede dritto, ignorandomi.
Scruto indifferente la sua camminata decisa, ma lenta.
Quasi stesse studiando ogni mattonella calpestata.
Si sta dirigendo verso il bagno.
Rapita da un’irrefrenabile e inconsueta curiosità, lo seguo.
Unica porta, unico cesso.
Gli sono ad un passo.
Sento l’irrigidirsi dei suoi muscoli.
Sniffo e assaggio odore di pelle, di capelli appena lavati.
Calda e accogliente, desidero che i suoi occhi si poggino bramosi selle curve generose.
Le mani esplorino ogni minima parte del corpo per compiacerne le voglie più subdole...
...Ci studiamo come due pugili pronti ad altri combattimenti, frenesia da usa e getta.
Si accoda dietro me, sento il suo odore, il sangue mi pompa nella testa, irradiandosi
fino al basso ventre, una radioterapia selvaggia,mi indurisce la fronte e il cazzo,dietro di noi nessuno, la fila finisce qui….
…Ce la spasseremo dentro quel cesso pubblicamente e oscenamente esposto al via vai di simmenthal sub-umana.
Mi spinge dentro
da dietro
concitata solleva la gonna, toglie via rapidamente le mutandine di non so che colore,
perché punto dritto al suo sesso sporgente di peli e mucillagine:
la affondo rapidamente e inesorabilmente, forse ho gli occhi chiusi e osservo nello specchio, il mio viso stravolto dall’eccitazione, unendo umori e fatiche come pane quotidiano inzuppato nel sacro calice di vino.
Guardo noncurante dietro me. Nessuno.
Sorrido divertita. Lo spingo con energia dentro il cesso vuoto.
Frenesia di godere.
Direttamente proporzionale alla sete di disinibizione.
Sbatto la porta, mentre lui sbatte al muro me.
Alzo la gonna.
Spingo la testa in basso. Giù, con forza, all’altezza del pube.
Quasi a volerla inglobare, per poi espellerla come sangue livido.
Lingua umida e insinuante.
Mescolanza di saliva e peli, odori e sudori.
Movimenti meccanici di corpi eccitati.
Avanti e indietro. Spinge.
A infrangere vili e ridicole barriere.
Fisso persa il muro imbrattato da scritte vandaliche,
di giovani puttanieri e segaioli alle prime armi.
Apice di orgasmi.
L’odore acre del piscio entra fastidioso nelle narici.
Senso di nausea.
Mi rivesto, pulendo con carta - igienica – vetrata sperma fuori uso...
...Giocosamente seri ci ricomponiamo sporchi di seminescenze
oltraggiata come acne giovanile si allontana...
Non una parola da dire. Non un gesto superfluo da compiere.
Si allontanano allora come due estranei, soltanto lo scintillio di una nuovissima fede attorcigliata come filo spinato al dito li rende socialmente riconoscibili, burocraticamente inscindibili. Due perfetti sposi, una perfetta luna di miele…
Scritto da: HUGO BANDANNAS | 30/07/08 at 15:39