All'inizio è stato molto difficile. Passare il giorno al telefono ad ascoltare persone distrutte dal dolore è mostruoso. Ma mi ci sono abituato presto: il trucco è ignorare quelle cose chiamate "emozioni", "umanità" e "decenza". I turni non sono tutti uguali. A volte mi capita di non fare niente per un giorno intero, perché non è morto nessuno, ma altre sono così occupato da non riuscire a fare neanche la pausa pranzo. Come qualsiasi altro dipartimento editoriale, ho delle scadenze. Siccome siamo soltanto in due, io e il mio collega, non abbiamo mai tempo per chiacchiere di cortesia con i clienti: spesso li dobbiamo interrompere per dirgli, "Mmh, OK, in tutto fanno 860$".
I necrologi sono costosissimi. E forse non lo dovrei dire, ma prendiamo delle commissioni su ogni annuncio. Motivo per cui io e i miei colleghi ci siamo trasformati in avidi mostri senza cuore. Se capitano nottate tranquille, arriviamo a sperare che della gente muoia. Non giovani però, solo vecchi. Facciamo dagli 80 in su.
Il nostro amico Pip è un garbato uomo d'affari che attualmente vive in Brasile, e quindi ha sempre un sacco di storie mega interessanti da raccontarci su quello che succede in quel cazzo di paese. Recentemente gli è capitato di trovarsi di fronte ad una tradizione sessuale africana nata dalle lotte intestine del Mozambico, e ci è sembrata così interessante che abbiamo deciso di farcela ri-raccontare per il vostro piacere.
Questa che vedete in foto è la nostra amica Dana, che ha scattato le teste di zucca per la copertina del nostro Talking Issue. L'altra sera è stata beccata insieme ad un amico mentre beveva per strada a New York, che è super-illegale—presente i barboni con i sacchetti di carta attorno al bourbon?—ma gli sbirri erano fighi e le hanno permesso di continuare a bere mentre le facevano la multa.
Vi ricordate di Akituusaq, il cucciolo di tricheco che ha partecipato al Cute Show? Siamo venuti a sapere che ha appena ricevuto una copertura in titanio per proteggere le sue delicate zanne e lasciare che crescano grandi e forti. Eravamo convinti che le grillz ci avessero rotto le palle quasi quanto le prese per il culo di Agyness Deyn (scrivere il suo nome ci ha già fatto salire la carogna), ma un piccolo, scivoloso mammifero semi-acquatico ci ha smentiti. E già che siamo in argomento, la prossima settimana il Cute Show se ne va in Giappone. Passate a dare un'occhiata.
Se esistesse un test attitudinale, un semplice test da spiaggia, per capire se noi della redazione di Vice e voi, lettori di Vice, siamo tutti potenziali amici, una delle domande sarebbe sicuramente: Vi piacciono i No Age? Ecco un paio di indizi: il loro Nouns è stato eletto disco del mese sul numero di aprile, li abbiamo intervistati a giugno del 2007 e li abbiamo invitati un paio di volte a fare due chiacchiere per VBS. In altre parole: ci piacciono molto. Quindi, se non vi piacciono, non c'è niente da fare. Anzi sì. Potreste darci credito e andare mercoledì 29 ottobre a vederli al Musicdrome di Milano, dove faranno da supporter ai Don Caballero (ok, la formazione attuale fa schifino, ma Damon Che alla batteria è sempre bello da vedere).
*Il 4 novembre uscirà, sempre per la SubPop, un 7 pollici dei No Age, "Teen Creeps".
Non so voi, ma io amo i gatti. Sono di gran lunga il mio animale da compagnia preferito di sempre. Ok, forse non li amo tanto quanto li ama Nina Kotova, ma abbastanza da andare, lo scorso fine settimana, alla fiera organizzata dall'Associazione Nazionale Felina Italiana di Milano, aka la fiera delle pallette di pelo pelosone. Una due giorni non-stop di concorsi di bellezza, conferenze sui felini sacri di Birmania, presentatrici travestite da cat woman de noantri, bambini urlanti, donne single sui 35, cucce in lana mohair da 350 euro, shampo e balsamo 2 in 1 per peli lisci e fluenti, e tanti, tanti piccolissimi teneroni pelosi a quattro zampe. Una volta tornata a casa, mi sono chiesta se forse la mia passione per i gatti non fosse un tantino eccessiva. Poi sono andata su questo sito e ho scoperto che c'è chi sta messo peggio di me. E poi alla fine, chissenefrega! I gatti sono il meglio.
Uno dei nostri nuovi traduttori, Marco Prato, è un ragazzo un po' boh. Ascolta black metal, traduce cataloghi di pavimenti in plastica per le palestre, ed è uno dei pochi giovani autori il cui racconto nell'inspiegabilmente-tanto-amata collana Giovani cosmetici non ci fa venir voglia di uccidere Isabella Santacroce per tutto quello che ha fatto per rovinare la narrativa italiana. Di recente abbiamo scoperto che Marco ha scritto un Harmony con altre cinque persone, tutte donne. Quando la nostra managing editor l'ha sentito, ha iniziato a ridere e sorridere e fare cenni strani e saltellare seduta sulla sedia—forse rimbalzare sul culo è l'espressione giusta—mentre batteva le mani come un'idiota dalle chiappe di gomma. Dato che le espressioni ridicole della suddetta managing editor funzionano a mo' di oracolo in redazione, abbiamo fatto un po' di domande a Marco. Gli abbiamo chiesto se si è divertito e ci ha detto, "Sì, ma più che altro incuriosito." Gli abbiamo chiesto come sono le persone da Harmony e ci ha detto, "Sono stati tutti molto gentili, mooolto più gentili di tante altre case editrici italiane, ultraprofessionali." Gli abbiamo chiesto che titolo avrà il libro e ci ha detto, "Putroppo non lo sappiamo, i titoli li scelgono i loro editor". Allora gli abbiamo chiesto di scriverci un paragrafino su questa storia e lui ci ha detto, "OK". E noi l'abbiamo postato qui sotto dopo il salto.
Secondo un sondaggio di Out Magazine del mese scorso, The Rise And Fall Of Ziggy Stardust di David Bowie è il "disco più gay di tutti i tempi". Niente di male in tutto ciò— è effettivamente un disco molto, molto gay.
La lista di Out Magazine, che includeva The Queen Is Dead degli Smiths e Goodbye Yellow Brick Road di Elton John, è stata compilata da 100 tra attori, musicisti e critici gay. Ora, servivano proprio 100 persone per mettere insieme questa buffonata?
Di seguito, noi della redazione di Vice abbiamo pensato di pubblicare i nostri singoli ed album più gay di tutti i tempi, completi di video presi da YouTube e di un paio di commenti.
E voi? Quali sono i vostri dischi più gay di tutti i tempi? Quelli che vi fanno reagire come Michael Cera dopo che Jonah Hill gli racconta di aver disegnato peni compulsivamente per tutta l'infanzia in Superbad? Eh?
È sempre più difficile capire se Dave Eggers è il tipo di sapientone fastidioso che ti viene voglia di prendere a schiaffi o il tipo di sapientone adorabile con il quale vorresti berti sei o sette birre e stare sveglio tutta la notte e trovarti il mattino dopo in una città diversa da dove sei partito. Ad ogni modo, da quando ha scelto di ripubblicare My Massive Feelings (Fragments from the Diary of a Young Girl), il racconto di Laurie Weeks tratto dal nostro annuale di narrativa del 2007, nell'antologia annuale da lui curata, The Best American Nonrequired Reading, 2008 gli vogliamo molto più bene.
Mentre cercava un lavoretto per fare due soldini senza smettere di condurre un'esistenza da sbandata totale, una mia amica ha trovato online un tipo raccapricciante che stava allestendo una casa infestata per il weekend di Halloween. Cercava ragazze che si recassero all'incrocio tra Avenue U e qualche altra strada poco frequentata di Brooklyn che non ricordo, e una volta lì aspettassero che un SUV le caricasse e le portasse alla casa infestata. "Ho solo bisogno di un paio di ragazze che spaventino i bambini," ha detto il tipo alla mia amica, offrendole 9$ l'ora per una posizione lavorativa non meglio specificata. Quando lei ha realizzato che avrebbe dovuto lavorare circa tre ore soltanto per ripagarsi il trucco con cui si sarebbe dovuta mascherare, ha deciso che non ne valeva la pena. Ma...
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